La costa delle Cinque Terre vista dalla terrazza

Guida pratica — Liguria

Cinque Terre senza auto

Alle Cinque Terre l'auto non serve: peggio, è un problema. Strade strette, parcheggi contati, borghi chiusi al traffico. La buona notizia è che senza si sta meglio: treno, battello e gambe coprono tutto. Ecco come.

Il treno, che qui è la metropolitana

Il Cinque Terre Express collega La Spezia a Levanto fermando in tutti e cinque i borghi: tra una fermata e l'altra passano pochi minuti, quasi tutti in galleria. In stagione i treni sono frequenti dalla mattina presto alla sera, e questo cambia la logica della giornata: non si pianifica un itinerario, si sale e si scende come su una metropolitana con il mare fuori dal finestrino.

Conviene la Cinque Terre Card nella versione Treno: corse illimitate sull'Express più l'accesso ai sentieri a pagamento, si compra online o in stazione. Unica regola vera: evitare i treni tra le dieci e mezzogiorno, quando si riversano sulla linea le gite in giornata. Chi parte prima viaggia seduto; chi parte alle undici viaggia come in un vagone di Tokyo.

Il battello, per capire dove sei stato

Il treno è efficiente ma vede poco: i borghi dal mare sono un'altra cosa, e il battello di linea è il modo giusto per capirlo. Le motonavi collegano Monterosso, Vernazza, Manarola e Riomaggiore — Corniglia no, è l'unico borgo senza approdo, arroccato sulla sua rupe. Il trucco è usarlo una volta sola, per una tratta: ad esempio treno all'andata fino a Monterosso e battello al ritorno, nell'ultima ora di luce, quando le facciate prendono il colore giusto. Con mare mosso le corse saltano senza troppi complimenti: il piano B è sempre il treno.

I sentieri, con giudizio

Il Sentiero Azzurro è la camminata classica: il tratto Monterosso–Vernazza è il più bello e il più impegnativo, un'ora e mezza abbondante di saliscendi con viste che giustificano tutto. Vernazza–Corniglia è più dolce. Entrambi sono a pagamento, inclusi nella Card. La Via dell'Amore tra Riomaggiore e Manarola, riaperta dopo anni di lavori, è una passeggiata più che un sentiero: breve, a picco sul mare, e con ingresso contingentato — va prenotata, soprattutto d'estate.

Due avvertenze pratiche: scarpe vere, non sandali — sui tratti esposti i divieti sono seri — e acqua da casa, perché lungo il percorso non c'è nulla. D'estate si cammina presto o nel tardo pomeriggio; a mezzogiorno il sentiero è un forno con vista.

La giornata che funziona

Lo schema collaudato: partenza presto, il borgo più lontano per primo, e poi si torna indietro una fermata alla volta. La mattina un sentiero o il borgo che interessa di più, quando è ancora respirabile; a pranzo un cartoccio di fritto o la focaccia, mangiati sul molo; il pomeriggio bagno a Monterosso — l'unico borgo con una spiaggia vera — e rientro col battello o con l'Express. I borghi tra le undici e le cinque appartengono alle comitive: chi dorme in zona li vive prima e dopo, che è quando rendono.

E l'auto dove la lascio?

La risposta breve: dove dormi, e non la tocchi più. I parcheggi dei borghi sono pochi, cari e lontani dal centro; la strada litoranea è panoramica all'andata e logorante al ritorno. Villa Polly è pensata per questo: cento metri quadri per sei ospiti, la terrazza che guarda il tramonto e il parcheggio incluso. L'auto si posa all'arrivo e si riprende alla partenza; in mezzo ci sono i treni, i battelli e i sentieri di questa guida. La sera, mentre gli altri fanno la coda per uscire dalla litoranea, la colazione del giorno dopo è già in terrazza.

L'auto resta ferma.
Tu no.

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